Riconosci la tua cellulite: come capire a che stadio sei

Cellulite o ritenzione idrica? Una guida per individuare che tipo di cellulite hai e per sapere se il tuo è più un problema di adipe localizzato

Puntuale come sempre, la bella stagione ci ricorda che dobbiamo affrontare la questione cellulite. E se in realtà fosse solo ritenzione idrica? E poi che differenza c’è tra cellulite e adipe? I due inestetismi vanno sempre di pari passo? Nelle righe che seguono la risposta a queste e altre domande in vista del “tagliando” estivo.

Si parla di cellulite quando i tessuti hanno la tipica conformazione con avvallamenti, che può essere visibile a occhio nudo. Ma il vero test per capire se si tratta di cellulite o ritenzione idrica è quello del pizzicotto. Afferra la zona critica con due dita e osserva bene cosa succede.

Il test della cellulite

Dalla ritenzione allo stato fibroso, ecco come individuare a quale stadio sei:

  • Primo stadio
    Con la prova del pizzicotto la pelle appare abbastanza distesa, giusto appena bucherellata. Al tatto è un po’ pastosa. Non si accusa dolore né fastidio. Siamo al livello della ritenzione idrica.
  • Secondo stadio
    Sempre afferrando la pelle con le dita, si avverte una certa pastosità, ma nessun dolore. La pressione del dito lascia una piccola impronta che testimonia la presenza di gonfiore nel derma. Con la prova del pizzicotto cominciano a notarsi i piccoli buchini (pelle a buccia d’arancia). È il secondo stadi, detto infiltrativo.
  • Terzo stadio: la superficie della pelle assume il caratteristico aspetto a buccia d’arancia anche a riposo, perde di elasticità e alla palpazione si avverte un dolore sordo e ben localizzato. È lo stadio in cui si manifestano i micronoduli, noto come stadio fibroso.
  • Quarto stadio: il dolore diventa sempre più rilevante. Le depressioni e gli avvallamenti cutanei sono più pronunciati facendo sì che la pelle sia simile alla superficie di un materasso. Le zone colpite presentano una temperatura minore. Nel derma si formano macronoduli che si avvertono anche alla palpazione. È lo stadio cicatriziale, quello meno aggredibile dalle terapie a disposizione. Ma, tranquille, non si presenta dall’oggi al domani: subentra dopo anni e anni e in seguito a patologie a carico del sistema circolatorio. In ogni caso, il suggerimento di intervenire nei precedenti stadi vale a mo’ di prevenzione.

Cellulite o adiposità localizzata?

Sembrerà banale, ma a volte il problema riguarda “solo” l’accumulo di adipe in punti precisi, come ad esempio schiena, cosce e glutei. E magari non c’è traccia di cellulite.

La prova per capirlo è sempre quella del fatidico pizzicotto. Quando afferri la zona critica, la pelle è abbastanza compatta? Non presenta cioè buchi o depressioni. Se è così, il tuo è più un problema di adipe localizzato. I cuscinetti di grasso quasi sempre si accompagnano alla ritenzione di liquidi che alla lunga possono affaticare la circolazione periferica, trattenendo ancor più liquidi e tossine. E da qui alla cellulite il passo può essere breve.

I gesti per iniziare la lotta anticellulite

A prescindere dallo stadio della cellulite, la pelle trae beneficio dallo scrub sotto o prima della doccia. Purché sia eseguito con regolarità. L’esfoliazione aiuta a drenare i liquidi in eccesso ed espellere le tossine grazie a un processo di osmosi innescato dai granuli. E poi la pelle appare più liscia e compatta, migliorando così l’aspetto estetico. Da provare Natural Body Scrubbing SATŌ con granelli di zucchero naturale al 100%.

Per quanto riguarda i prodotti cosmetici anticellulite è bene puntare su creme che contengono estratti vegetali che migliorano l’attività del microcircolo, la cui insufficienza è responsabile dei gonfiori. Natural Body Feeling SATŌ contiene estratti di Centella, Edera ed Echinacea che rafforzano gli scambi venosi, combattendo il ristagno di liquidi e il senso di pesantezza. A tutto vantaggio della lotta anticellulite.

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