Abolizione delle microplastiche negli scrub di SATO: scopri di più

Fino a quasi un anno fa, non si dava molta importanza ai prodotti cosmetici o a quelli dedicati all’igiene contenenti microplastiche, come scrub, creme per il viso e il corpo, saponi, trucchi o dentifrici.

L’industria cosmetica ha sempre utilizzato le microplastiche, ossia particelle sintetiche di piccole dimensioni, come agenti esfolianti o additivi.

Per fortuna, dopo la Legge di Bilancio del 2018 e grazie all’emendamento dell’ex presidente della Commissione Ambiente della Camera Ermete Realacci, dal 1° gennaio 2020 i prodotti da risciacquo contenenti microplastiche sono stati vietati alla vendita.

SATO e l’abolizione delle microplastiche negli scrub

SATO è stata una delle prime aziende cosmetiche italiane ad aver detto no alle microplastiche nei propri scrub per il viso e per il corpo, scegliendo di utilizzare prodotti naturali come lo zucchero di canna.

Non a caso, Satò significa proprio “zucchero” in giapponese, per sottolineare appunto l’uso di prodotti naturali ed ecosostenibili da parte dell’azienda, sia dal punto di vista degli ingredienti che sul piano del packaging.

Lo zucchero sostituisce integralmente le microplastiche, che sono inquinanti e dannose per gli organismi acquatici, per l’ambiente e per le persone, e per fortuna dal gennaio 2020, i cosmetici da risciacquo con microplastiche non sono più in commercio, e le aziende cosmetiche più serie e rispettose dell’ambiente hanno scelto di utilizzare ingredienti esfolianti naturali e 100% biodegradabili. SATO è stato all’avanguardia.

Come individuare le microplastiche in un prodotto?

Come abbiamo già anticipato, non tutti i cosmetici e i prodotti per l’igiene sono privi di microplastiche. Il consiglio è quello di evitarli, ma come riconoscerli?

Basta leggere sempre gli ingredienti di ogni prodotto, presenti sulla confezione. Quelli che indicano la presenza di microplastiche sono:

  • Polyethylene (Pe)
  • Polymethyl methacrylate (Pmma)
  • Nylon, Polyethylene terephthalate (Pet)
  • Polypropylene (Pp).

Perché le microplastiche sono pericolose?

Le microplastiche presenti ancora in alcuni cosmetici non sono altro che particelle esfolianti molto piccole, della dimensione di al massimo 5 millimetri.

Proprio perché così piccole, queste particelle sono difficilmente filtrabili e contribuiscono in maniera massiccia all’inquinamento di fiumi e mari, e quindi vengono ingeriti da pesci, crostacei e molluschi che le scambiano per cibo.

Le microplastiche, inoltre, non sono una minaccia solo per l’ambiente e per la fauna marina, ma anche per le persone, poiché il 20% dei pesci che finiscono sulle nostre tavole possono contenere queste particelle sintetiche.

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